chi siamo
i nostri scopi
le attività
progetti
la sede
orari e visite
           Il Giardino botanico

  L'Associazione per i Vivai ProNatura nell’autunno 1996 si trasferiva a Rocca Brivio di San Giuliano Milanese sulla base di una convenzione con la quale si impegnava ad allestire un Giardino botanico sui terreni in stato di abbandono. Da un punto di vista botanico, l'idea progettuale, improntata ai criteri didattici ed ostensivi più avanzati, consiste nel ricreare ambienti naturali presenti nella nostra Regione raggruppando le specie in “diorami viventi” così come si associano spontaneamente in natura a costituire le vegetazioni. Gli ambienti previsti sono i seguenti:

• laghetto popolato di idrofite e circondato dalle associazioni degli ambienti palustri
• bosco umido
• bosco di pianura o querco-carpineto
• bosco di latifoglie termofile dell’orizzonte submontano
• arbusteto xerofilo
• bosco misto di latifoglie mesofite
• brughiera di pianura.

Nel corso degli anni 1997- 98, sulla base della convenzione del 1996, i lavori di allestimento del giardino botanico sono proseguiti. Con la collaborazione degli Scout AGESCI, sono state gettate le basi del primo ambiente naturale del giardino, il Bosco umido, avviando la rinaturalizzazione di un pioppeto artificiale stramaturo. Sono stati tracciati i sentieri e messe a dimora sotto i pioppi euro-canadesi alcune centinaia di piante appartenenti a specie igrofile tipiche degli ambienti umidi della Lombardia: ontani, pioppi bianchi, sei specie di salici, olmi campestri, viburni, sanguinelle, ligustri, padi. Queste piante dopo 10 anni presentano un discreto sviluppo. Durante un campo di lavoro dell'Associazione Servizio Civile Internazionale, è stato scavato un piccolo stagno che si è subito popolato di rane e bisce d'acqua. Su un altro appezzamento, destinato a riprodurre l’ambiente del Bosco di pianura o querco-carpineto, sono state impiantate le essenze tipiche: querce farnie, carpini bianchi, aceri campestri, biancospini. Le sponde della Roggia Nuova, immissaria della Vettabbia, sono state migliorate con la messa a dimora di salici e con un intervento di ingegneria naturalistica. E’ stata creata lungo il confine fra il vivaio e i campi coltivati una fascia boscata ricca di 165 piante di 23 specie.
Nel 1998 l’allestimento del giardino botanico ha purtroppo subito una battuta d’arresto con l’insediamento della nuova proprietà, la Rocca Brivio Sforza Srl, che ha considerato decaduta la convenzione del ’96.
Nel 2008, il CDA della Srl, rinnovato, ha riaperto le trattative con l’Associazione per l’allestimento del Giardino botanico e il conseguente completamento del Centro di cultura botanica che, peraltro, in tutti questi anni non ha mai cessato di funzionare almeno nella sua componente costituita dal Vivaio ProNatura.
Il rilancio del Giardino botanico di Rocca Brivio fa registrare alcune novità dovute all’esperienza accumulata in questi anni: una maggiore attenzione alla conservazione delle specie in via di estinzione, con particolare riguardo ai fiori selvatici. Per questo aspetto siamo assistiti dal Gruppo di lavoro “Conservazione della natura” della Società Botanica Italiana, nella persona del dott. Graziano Rossi, responsabile sia del Gruppo, sia della Banca dei Semi del Centro regionale Flora autoctona. Altra novità è l’assunzione della direzione scientifica onoraria del Giardino da parte del botanico florista Enrico Banfi, direttore del Museo di Storia Naturale di Milano.